Standard di bellezza

 Standard di lavoro

Il setter inglese, pur essendo una razza prettamente anglosassone, è un vanto italiano.
Va infatti a nostro merito l'aver saputo comprendere ed anche valorizzare un capolavoro di genetica. Dopo le prime importazioni risalenti a cavallo tra 800 ed il 900 e ...le indicazioni che i Maestri, primo fra tutti Laverack, ci diedero svelandoci l'essenza di una razza che ha una personalità così distinta ed uno stile particolare, i nostri allevatori hanno raggiunto un patrimonio canino di tutto rispetto che ci è invidiato e seguito in ogni parte del mondo.
Non v'è infatti altra nazione dove il setter inglese abbia avuto tanto successo.
Alla sua valorizzazione hanno contribuito soprattutto i cinofili venatori, attratti dalla bellezza funzionale che difficilmente tradisce. Bellezza funzionale perché, sotto le vesti raffinate, si nasconde un cuore generoso e vibranti muscoli di atleta, il tutto unito ad un carattere aperto, mai aggressivo, sempre disposto alla collaborazione.
Purtroppo il setter inglese, prima di tutto cacciatore, risente della situazione venatoria italiana ed i successi sul ring, notevoli, continui ed in crescente aumento, non saranno completi se non avvallati da quelli di lavoro. Che hanno dato soprattutto gloria al setter inglese sono le prove di lavoro, come lo affermano le vittorie sui più prestigiosi campi d'Europa, sìa che si corra nella pratica formula delle prove di Caccia che in quella più prestigiosa della Grande Cerca. Da non trascurare che il setter inglese è il cane più utilizzato dai cacciatori italiani.
L'allevamento del setter inglese ha assunto oramai proporzioni macroscopiche tanto da aver raggiunto nel 1994 ben 17.156 iscrizioni ai Libri Genealogici Italiani.

Ultima cucciolata

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Gianluca Geremia